Juventus - Arrigo Sacchi incontra il settore giovanile Juventus Center - Vinovo

C’è un dramma che flagella gli italiani: il politicamente corretto. Il politicamente corretto è come il congiuntivo. Siccome prima nessuno lo usava, adesso il congiuntivo lo si butta nei discorsi come il prezzemolo nei condimenti. Ma il politicamente corretto è peggio. Se uno si volta a guardare una donna con le tette di fuori è un maschilista. Se uno dice che un signore di colore è uno stronzo nessuno si chiede se è veramente uno stronzo, tutti ti insultano perché hai criticato un nero. La gente parla a caso, commenta a caso, critica a caso. Arrigo Sacchi l’altro giorno ha detto una cosa sacrosanta. Ha detto che la colpa degli insuccessi delle squadre italiane e della nazionale è da attribuirsi alla eccessiva presenza di calciatori stranieri, perfino nelle squadre giovanili. Io sono perfettamente d’accordo con lui. Agli ultimi mondiali la nazionale italiana ha fatto giocare giocatori abituati a stare in panchina perché i titolari (gli stranieri) erano ovviamente tutti nelle nazionali di origine. Col risultato che il campionato italiano era il più rappresentato in Brasile e ne è uscito con le ossa rotte. Arrigo Sacchi, che evidentemente ignora il perbenismo, il bempensantismo, l’ipocrisia dei politicamente corretti, ha espresso il suo pensiero così: “Io mi vergogno di essere italiano. Per avere successo siamo disposti a vendere l’anima al diavolo. Non abbiamo una dignità, non abbiamo un orgoglio italiano. Ci sono squadre con 15-16 stranieri. Si mette il business al primo posto  e quando si mette il business al primo posto il calcio non può avere successo. Se poi andate a vedere storicamente, quando ci sono state le invasioni degli stranieri non solo la nazionale è andata male ma anche le squadre di club. Il momento d’oro è stato dal 1989 al 2005: in undici competizioni siamo arrivati in finale in coppa uefa 10 volte e abbiamo vinto nove volte. Con la Champion’s siamo andati in finale otto volte e c’erano pochissimi stranieri ma bravi. Oggi vedevo il torneo di Viareggio…io non sono razzista,  però vedere così tanti giocatori di colore, così tanti stranieri è un offesa per il calcio italiano”. Apriti cielo. Sacchi è un razzista. Perché dice che i club esagerano a prendere calciatori stranieri anche se brocchi e non curano i vivai giovanili e non insegnano ai nostri ragazzini ad imparare a diventare tanti piccoli Totti? Gli italiani non hanno dignità, non hanno orgoglio, come dice Sacchi. Ma quelli che lo accusano di razzismo non hanno neanche cervello.

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One thought on “Sacchi non è razzista. In quanto a voi…

  1. È vero, hai ragione vecchio mio, il politicamente coretto spesso falsifica la realtà delle cose ma il profeta di Fusignano ha detto una leggera cazzata, il suo Milan è stato la migliore squadra di tutti i tempi e questo grazie anche a due giocatori negri travestiti da olandesi volanti; Rijkaard e Gullit. Sacchi forse voleva dire che i giocatori di colore di oggigiorno non sono più buoni anzi bidoni, vedi Balotelli e poi bestemmi: ma che razza di nero è, sembra un giocatore italiano qualunque!

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