daniza

E’ una storia d’amore. Lei, slovena, abita normalmente in Val rendena. Lui, tredici anni  meno di lei, frequenta la Val di Non e la Val di Sole. Il 22 aprile dell’anno scorso lei si mette in cammino. Attraversa la val di Genova. Camminando solo di notte in due giorni fa 16 chilometri ed arriva in Val Nambrone. Lui parte il 23 aprile, attraversa l’alta val d’Algone, guada il Sarca ed arriva in località Clemp. Si vedono, si annusano. E’ amore a prima vista. Passano 17 giorni insieme, girovagando sui versanti del Dosso del Fò, a quota 1620, accoppiandosi ripetutamente. Poi si lasciano. Lei va verso il rifugio Ghedina. Lui viene segnalato in Vallesinella, al passo del Grosté e val di Tovel. Lei, Daniza, rimane incinta. Viene catturata dai forestali che gli debbono cambiare il radiocollare. Poi viene rilasciata, il 22 maggio. A dicembre partorisce due orsacchiotti. Il 15 agosto un fungarolo la incontra nei boschi di Pinzolo e invece di allontanarsi rimane lì a guardare lei e i suoi due cuccioli. Daniza, temendo per i suoi figli, si comporta da mamma: lo aggredisce a zampate e lo manda all’ospedale. Ordine di cattura, minacce di abbatterla, polemiche, ambientalisti, politici. Lei non si fa beccare. Nella latitanza pensa probabilmente che era suo diritto difendere i cuccioli frutto delle due settimane d’amore in Val Nambrone. L’orso non attacca l’uomo se l’uomo non gli rompe le scatole. Negli ultimi dodici anni in Trentino nove orsi sono stati uccisi dall’uomo, nessun uomo è stato ucciso dall’orso. #iostocondaniza (twitter)

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One thought on “Ricordate Daniza? avevo scritto questo su di lei e sui suoi amori prima che la facessero fuori

  1. Caro il mio Anziano Claudio Sabelli Fioretti (per una volta mi concedo di recitare una formula tanto spesso ascoltata),
    ci fu chi disse che l’Homo Sapiens si sente una divinità calata sulla Terra, mentre non è altro che un Primate fuori controllo.
    Il caso dell’orsa Daniza non è altro che l’ennesimo esempio (per quanto emblematico), di questo istinto tutto umano che ci porta a pretendere di mettere la nostra bandierina, segnare un altro punto per l’Homo Bestialis: la Terra è nostra. Nostri sono i boschi, nostri sono i mari. Noi possiamo inquinare, squarciare, accoppiare e scoppiare, diradare, ingrigire, cementificare e restringere fino all’asfissia lo spazio dell’altro. Fammi un graffio e sei morto, o al massimo separato dai tuoi simili, ingabbiato e sedato per sempre.
    E tocca pure stare attenti, ché di sti tempi a esser sensibili si finisce a passare per luddisti.
    Con rinnovata stima

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