kamchatka-russia-bears-orsi-riserva-naturale-Kronotsky

L’uccisione di Daniza a me non è proprio andata giù. Prima si importano gli orsi in Trentino e ci si fa belli di loro a fini turistici ed economici e poi li si ammazza quando danno leggermente fastidio. Crudeltà mista a stupidità. L’orso non ha mai ucciso un uomo, in Trentino. Molti orsi sono stati uccisi dall’uomo, in Trentino. L’orso ha ucciso pecore, mucche, galline, oche e pecore. Ma molte di meno di quante ne abbiano uccise e ne uccidano tutti i giorni gli uomini, con metodi molto più feroci e dolorosi. L’orso uccide per mangiare, sopravvivere e nutrire i suoi cuccioli, non inchiodano le oche al terreno per avere il migliore paté, non le spiumano vive per avere i migliori e più costosi e più eleganti piumini. L’orso non è aggressivo come gli uomini. Gira in rete un video bellissimo. Si vede un uomo che cammina su un sentiero dalle parti di Brentonico. Dalla parte opposta del sentiero arriva un orso. L’uomo se ne accorge all’ultimo momento. I due incrociano i loro cammini, quasi vengono a contatto. Come due vecchi conoscenti sembra che si salutino. Poi si danno il passo reciprocamente e proseguono per la loro strada. Vedere per credere. Questa estate sull’altopiano delle Vezzene le telecamere di un albergo hanno ripreso un’orso che ha fatto visita al ristorante di notte. Ha girato a lungo fra i tavoli senza fare il minimo danno e dopo un po’, stufo ma tranquillo, se ne è andato trotterellando sulla strada asfaltata che porta al Monte Cucco. Il padrone dell’albergo adesso si fa giustamente bello del suo orso, vende bevande dell’orso, piatti dell’orso, come se l’orso fosse un amico suo, e racconta l’avventura, tutto felice perché i clienti sono aumentati. Io una volta ho incontrato un’orsa in Kamchatka. Ero all’interno di un grande parco naturale di origine vulcanica dove una ventina di geyser segnavano le ore della giornata con spettacoli incredibili. Stavo facendo il bagnetto, tutto nudo, utilizzando l’acqua di un geyser, incanalata in una vecchia vasca smaltata. L’orsa si presentò a una decina di metri. Io ero indeciso se cagarmi sotto dalla paura (era la stagione degli amori e le orse erano piuttosto vivaciotte) od essere incredibilmente felice dell’incontro ravvicinato. Non scappai, non mi nascosi, anzi mi feci vedere intanto armeggiavo per recuperare inutilmente la macchina fotografica che non è mai vicina a te nei momenti in cui serve . L’orsa si alzò in piedi in tutta la sua imponenza come fanno gli orsetti dei tiri a segno quando vengono colpiti. Fece anche qualche verso. Poi arrivò un orso suo amico e se ne andarono tutti e due a dare sfogo al loro eros. Festeggiarono loro e festeggiai anch’io, lo confesso. Comunque, ve lo assicuro, mai mi sarebbe venuto in mente di spararle.

 

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