Signorini-e-Clerici-la-rivincita-dei-cuochi-in-tv_galleryzoom

Io non ne posso più, sinceramente. Mi è diventata insopportabile l’idea che se accendi la televisione, a qualsiasi ora, ti becchi cuochi vecchi alle prese con lo zenzero, cuochi bambini che maneggiano la citronella, cuochi professori che sgridano aspiranti cuochi perché non sanno usare il cumino. Padelle che rosolano, forni che arrostiscono. Patate, pesci, pancette, paste. Spingi un bottone del telecomando e ti entra in casa un puzzo di fritto insopportabile. Io spero solo che brucino la frittata e scuociano gli spaghetti. Tutti a dire che la cusina è cultura. In tv è sempre un copia copia. Dopo Costanzo solo talk show. Dopo il Grande Fratello solo reality. Le nostre televisioni soffrono di mancanza di fantasia. Importano programmi dall’estero, già confezionati, e poi li duplicano, li centuplicano. Esistono pochissime trasmissioni originali. Ma più sono intelligenti, meno vengono copiate. In compenso, su tutte, trionfano le trasmissioni calcistiche. La domenica è uno tsunami di banalità. La squadra è scesa in campo tonica e il mister l’ha ben disposta sul rettangolo di gioco ma non ha retto dal punto di vista psicologico. Su un fuorigioco sono capaci di parlare mezzora. Tutti serissimi. Se togli l’audio ti sembra di assistere ad un dibattito sulla scuola di Francoforte. Durante la settimana, poi, scemano i commenti sulle partite finite e crescono quelli sulle partite a divenire. Un giorno accenderemo il televisore e vedremo Mourinho che ci spiega come si fa un uovo al tegamino.

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