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Io, donna di sinistra «ripescata» dalla destra

«L’unico riconoscimento mi è venuto da Berlusconi e da Galliani». E poi le «comparsate» a raffica da Bruno Vespa… La soubrette dice che la sua colpa è essere donna preparata e coerente. Ma ammette: «Di essermi rifatta le labbra mi sono pentita, del seno no».

La coscia lunga della sinistra diceva sempre che voleva fare l’opinionista. Si lamentava che erano sempre i maschi a farla da padroni nei talk show politici. Adesso sembra che abbiano voluto accontentarla. A digiuno di un suo programma, la sua carriera pare essersi incantata sulle «ospitate» nei programmi altrui. Ormai è una presenza quasi fissa nel salotto di Bruno Vespa. «Vespa mi chiama volentieri perché vuole gente che sappia di che cosa si parla. Io mi preparo sempre. Ogni volta leggo, mi informo e mi faccio un’opinione sulle cose. Non mi presento mai impreparata. Sono una tuttologa».

Tuttologa. È la parola giusta.
«Parlo di guerra, di Usa, di Boutros Ghali, di Cnn, di infibulazione, di aborto. E ogni volta, giuro, con una preparazione molto superiore a quella dei giornalisti. È questo che non mi viene perdonato. Quando arriva la donna ci si aspetta l’oca giuliva. Se invece sei preparata rimangono talmente spiazzati che ti odiano, ma ti odiano veramente. Una volta Giuliano Ferrara mi disse: «Io non parlo con una soubrette». Io gli dissi che semmai la soubrette era lui. Anche perché io, fino a prova contraria, a nove miliardi ho rinunciato. Lui mai».

Maschilismo?
«Non sono solo gli uomini. Una volta venni incaricata di intervistare Boutros Ghali. Una grande giornalista del Tg1, molto affascinante, molto bella, molto di lingua tedesca, disse: “Ma perché la prossima volta non fate fare l’intervista alla mia portinaia?”. Le mandai una copia del mio libro, Uomini, con una dedica di una ruffianaggine assoluta, quasi vergognosa: alla più grande, alla più bella, alla più straordinaria, alla più unica e fantastica giornalista della terra della quale ho una stima infinita… e lei mi richiamò facendomi un sacco di complimenti».

Sei un po’ ruffiana.
«L’ho imparato leggendo Nietzche. Bisogna sempre ricambiare con una gentilezza esagerata chi ti fa uno sgarbo. Non è ruffianaggine. È saggezza e paraculaggine, l’utilizzo più volgare della cultura a fini privati. Funziona. Ottieni la prostrazione dell’avversario».

Vespa non invita solo te. Invita anche Alessia Merz, Valeria Marini.
«Con tutto il rispetto che ho per le altre donne, io credo che Bruno inviti Alessia, Valeria e molte altre donne molto belle sapendo benissimo che quando invita me il tipo di preparazione è diverso».

Quando hai rinunciato a nove miliardi?
«Quando Berlusconi stava fondando Forza Italia. Andai ad Arcore insieme a Stefano Bonaga. Lui fu molto gentile e passammo una giornata insieme. Onestamente credo che provasse più simpatia per Stefano che per me. Alla fine della conversazione mi chiese per chi votavo e io gli dissi: “Io sono comunista”. Lui in quel momento aveva bisogno di gente che non fosse così controcorrente e non ci trovammo d’accordo».

Sei pentita?
«Sì. Ho sbagliato. Sono pentita alla luce di come si è svolta poi la mia carriera, per la mancanza assoluta di rispetto per la mia coerenza da parte di quelli della mia parrocchia».

La coerenza ha un prezzo.
«Io ho pagato un prezzo doppio. Sia alla destra che alla sinistra. L’unico riconoscimento mi è venuto proprio da Berlusconi e da Galliani. Un giorno, ridendo, sulla barca di Briatore…».

Sulla barca di Briatore? 
«Briatore è un grande squalo ma è anche un mio amico e mi diverte molto. Non mi ricordo se la Santanché o Smaila mi disse: “Cosa ci fai tu su questa barca che sei comunista?”. Come se i comunisti ambissero solo ad andare sul pattino. Fu Galliani a rispondere: “Guarda, se c’è una coerente è lei. L’ho vista rinunciare a tanti soldi”».

Dicevi che anche Berlusconi ti riconosce coerenza.
«Un giorno andai in Rai mentre stava iniziando un’intervista a Berlusconi a Domenica In. La gente neanche mi rivolgeva la parola considerandomi una specie d’appestata. Sai, come gli anarchici che quando arrivava il re li nascondevano. Berlusconi scattò in piedi e venne a salutarmi con grande educazione, lasciando tutti a bocca aperta».

Tu hai avuto un epico litigio con Emilio Fede.
«Facevo Striscia la notizia e tutte le sere lo prendevamo in giro. Mi aspettò fuori dagli studi e cominciò ad insultarmi. “Rifatta, comunista, pederasta, incerottata”».

Incerottata?
«Quando fai delle plastiche ti mettono dei cerotti. Lui le conosce bene queste cose».

Ha detto di te: «Stiamo sommersi dalle sue gambe, per l’intelligenza siamo in attesa».
«Se cominciasse a parlare bene di me mi preoccuperei».

Da ragazzina hai picchiato Marco Zatterin. E gli hai spaccato un dente.
«Lui lo nega ancora oggi perché, come tutti gli uomini, è bugiardo. Eravamo insieme alle medie, scuola Olivetti di Torino. Lui era il più ambito della scuola anche perché era figlio del grande Ugo Zatterin. Era l’idolo delle ragazzine».

Tu eri carina?
«Molto. Assomigliavo all’Incontrada di adesso, capelli lunghi, efelidi. Marco si prese una cotta. Io lo scoprii perché ricevetti una telefonata da Elena, che era in classe con me, che mi disse: “A te interessa Marco?”. Elena apparteneva a una famiglia di imprenditori molto ricchi, i Lenci. Hai presente il Panno Lenci?».

Ho presente. Elena Panno Lenci.
«Elena Panno Lenci mi telefonò e mi disse: “Marco mi ha detto che io sono la seconda, dopo te”. Eravamo ragazzini, dieci anni o poco più. Non provavo nessuna attrazione per Marco».

E l’hai menato.
«Marco non accettava l’idea che una donna potesse non essere innamorata pazza di lui. Alla fine litigammo, diventammo nemici e davanti a un cinema ci siamo dati un sacco di botte».

Che tipo di uomo ti piace?
«Non mi diverte l’uomo che mi adora, che vive per me. Voglio un uomo difficile, contorto, problematico, libero. Per questo non lo cerco ricco. Gli uomini ricchi difficilmente sono liberi».

La volpe e l’uva?
«In questi anni ho avuto tutti i corteggiatori miliardari che volevo, ad altissimi livelli. Ma essere corteggiata non mi interessa».

Essere adulata?
«Spesso ci sono dei fan ai quali chiedo per favore di non essere più miei fan: “Mi faccia una gentilezza. Io non sono la persona che lei pensa, tifi per qualcun altro”».

Altre risse?
«Sgarbi era il mio litigatore preferito. Vittorio è un genio e un pazzo. È ingovernabile».

Perché ce l’aveva con te?
«Vittorio ha per le donne meno considerazione che per un soprammobile».

Anche con Pippo Baudo hai litigato.
«Baudo mi massacrò durante un Dopofestival. Non mi faceva parlare, mi boicottava. Io tornavo in camera e davo dei pugni contro il muro».

Servono i pugni contro il muro?
«Sono un ottimo sistema. Come contare fino a dieci, respirare profondo, rimandare la reazione».

Perché Pippo ce l’aveva con te?
«Perché voleva la sua prediletta, Lorella Cuccarini. Io ero stata imposta da Fuscagni e da Brando Giordani. Allora mi diede un ruolo di secondo piano, mi fece passare per la sorellastra cattiva di Cenerentola. Io riuscii a difendermi benissimo e alla fine Pippo disse che ero stata un’ottima competitrice. Pippo è un mio grande amico-nemico. Come Maurizio Costanzo, l’uomo più contraddittorio che conosca. Per questo lo trovo affascinante. È complesso e machiavellico. Anche lui mi ha adorato e mi ha odiato. Ma entrambi mi hanno permesso di essere al loro livello».

Ricordi di gioventù?
«Da parte di madre ho avuto una famiglia cresciuta a corte che andava in giro con i duchi di Windsor. Mio zio era amministratore dei beni del duca di Bergamo e viveva a Palazzo Chiabrese con mia nonna. La mia bisnonna aveva il titolo di “donna”. Camerieri in livrea. Maggiordomi in guanti bianchi. La Torino elegantissima e nobile».

E da parte di padre?
«Artigiani, contadini, antifascisti, partigiani, deportati. Gente con diciotto paia di palle. Io vivevo un giorno tra i contadini a vendemmiare e un giorno a Palazzo Chiabrese ad ascoltare musica per clavicembalo».

Il tuo primo amore?
«Un cameriere. Poi tutta una vita di up and down con personaggi sempre borderline».

Adesso stai con Giuseppe Lanza. Mica tanto borderline.
«Appartiene a una delle famiglie più antiche di Sicilia, ma non è il nobile allevato nell’ovatta. È cresciuto in una famiglia disgregata e a diciotto anni è venuto a Milano, ospitato a casa di gente povera che gli ha spiegato che cosa era una famiglia. Studiava alla Bocconi, viveva di gioco, carte, backgammon. È colto, raffinato, un gatto di razza selvatica, ha fatto di tutto, dall’imprenditore al produttore cinematografico, ha una voglia di affetti e di amore bestiale».

Come sei arrivata in televisione?
«Ho cominciato col teatro parrocchiale, poi radio e tv private. A Radio Gpr ho incontrato Piero Chiambretti. C’era una certa Brunner, tedesca, che un giorno dovendo sfoltire il personale cacciò me e Chiambretti».

Poi?
«Poi ho conosciuto Franco Oppini, mi sono sposata, sono andata a vivere a Roma. Ho fatto Galagoal per Tmc».

Il tuo primo grande guadagno?
«Una botta pazzesca fu la pubblicità della IP. Facevo una donna innervosita da un compagno nevrotico e isterico. Lo mollavo e scappavo col benzinaio carino».

Quanti soldi per scappare col benzinaio?
«Tanti. Miliardi».

Alla Rai, tempo fa, guadagnasti 400 milioni senza fare niente.
«Era la Rai di sinistra. Mi venne l’alopecia e il cancro per il nervoso. Non scherzo. Mi venne un tumore al collo dell’utero. Mi avevano presa per fare Macao. Un successo enorme. Ma la seconda edizione fu un disastro. Gianni Boncompagni si era stufato. Il giocattolo non era più suo e lui lo volle distruggere».

In che senso non era più suo?
«Beh, il successo era in gran parte mio e degli altri ragazzi e lui non si divertiva più. Mi mise in condizioni di lavorare malissimo, non mi inquadrava mai, faceva di tutto per infastidirmi. La ragazzina di Siviglia era sempre inquadrata benissimo, e io in un angolo con luci orribili».

A metà della seconda edizione te ne sei andata.
«Incazzata nera con Boncompagni, con la Rai, con Freccero che non mi aveva difeso. Mi pagarono i 400 milioni che avanzavo senza farmi fare più niente».

Forse ti considerano un po’ una rompipalle.
«Certo. Ma non ho mai capito il perché. Io non sono una rompicoglioni».

Adesso che cosa fai?
«L’ospite. E alzo l’audience».

Come fai a dirlo?
«Guardo l’Auditel minuto per minuto. I risultati sono addirittura imbarazzanti. Quando in una trasmissione arriva il mio momento lo share sale di dieci punti. Gli Una contro tutti fatti al Maurizio Costanzo Show sono ancora oggi dei record di ascolto. Ne ho fatti cinque. Ad Harem, me lo diceva la stessa Spaak, le puntate più viste sono state quelle dove ero ospite io. Quando sono andata da Panariello, il punto dove c’ero io ha fatto il 50 per cento contro la media del 43 per cento».

Ti secca quando dicono che sei tutta rifatta? 
«Mi annoia. Mi sono rifatta le tette e le labbra. Per le labbra sono pentita. Potessi tornare indietro vorrei la mia bocca di prima».

Per le tette niente pentimento?
«No. Anzi fra poco andrò a fare il tagliando. Dallo stesso chirurgo».

Hanno detto di te: «Il delirio più totale di narcisismo ed egocentrismo».
«Perfetto. È vero».

La sinistra ti ha delusa?
«Così snob, così timorosa di sporcarsi. Mi hanno considerato la puttana con cui si va a letto, ci si diverte, magari si passa la notte a parlare dei problemi con la moglie. Ma la mattina dopo si finge di non riconoscerla. Sono stata trattata come una merda perfino da quelli dell’Arcigay dopo che ho sostenuto in tutte le maniere i diritti degli omosessuali».

Stai per caso voltando gabbana?
«Se scopri che un uomo non è il principe azzurro che credevi, non è andando con un altro che risolverai i tuoi problemi. Io rimarrò sempre di sinistra».

Chi sono i voltagabbana in Italia?
«Uno per tutti, Giuliano Ferrara. Uno dei più grandi voltagabbana italiani. Ho perfino il sospetto che a lui piaccia non piacere».

Fini ha detto che Salò è il Male Assoluto.
«Fini è una persona che si adegua ai nostri tempi. Si potrebbe dire opportunista, molto astuto, preparato».

Veltroni ha detto che era kennediano quando si è iscritto al Pci.
«Anche Kennedy era in contraddizione con se stesso».

Ma non si è iscritto al Pci.
«La coerenza è merce rara».

Più rara a destra o a sinistra?
«Certo la sinistra ne ha avuti un bel po’ di attraversatori rapidi del fiume. Pensa a Guzzanti padre. Però con quei figli può permettersi quello che vuole».

I meriti dei figli non possono ricadere sui padri.
«È vero. Però ha partorito dei geni».

Quanto guadagni?
«Abbastanza».

Una volta rispondevi molto.
«Molto».

Una volta dicevi: «Ho un bilancio da fare invidia a un calciatore di serie A».
«Ho un bilancio interessante».

Hai detto: «Mi sono innamorata di uomini ipocriti e vigliacchi».
«In certi momenti di grande stupidità, capitata in ambienti dove il nome altisonante aveva un peso, ho avuto la sensazione di non essere accettata. Persone mediocri si sono permesse di fare di me carne da macello. Io sono un bersaglio facile».

Che cosa è la cosa peggiore che ti ha fatto un uomo?
«Nefandezze terrificanti. Per vendicarsi».

Per esempio?
«Uno mi fece chiamare alle quattro del mattino da una puttana con cui stava avendo un rapporto. Una cosa orrenda, squallida e stupida».

Chi ti piace di più a destra?
«Ignazio La Russa. È colto, intelligente e leale. Gli ho detto: “Ignazio, non avrai mai il mio voto ma la mia amicizia sì”».

Gioco della torre. Del Noce o Marano?
«Butto Marano. Mi ha fatto tante promesse senza mantenerne una».

Mina o Celentano?
«Salvo Mina. Lei non avrebbe mai detto che ha degli amici criminali».

D’Alema o Berlusconi?
«Berlusconi è molto simpatico. Ma anche D’Alema dietro questa faccia da pignoratore di appartamenti ha un cuore da persona generosa e sofferente».

Zaccaria o Baldassarre?
«Butto Zaccaria con gran piacere. È uomo di una scorrettezza abissale. Quando parla di me usa sempre un tono sprezzante. Si è persino vantato di non avermi mai fatto lavorare».

Come ti spieghi l’ostracismo della Rai?
«Mah. TgCom ha fatto un sondaggio chiedendo alla gente chi dovrebbe condurre Domenica In. Ho vinto io, davanti alla Ventura e alla Cuccarini. Ma programmi a me non ne danno».

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