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NON E’ CAMBIATO NIENTE. TANTO VALE RIPUBBLICARE LE COSE VECCHIE.
Extracomunitari, profughi, immigrati clandestini, la società multirazziale. Parliamone. Quando qualcuno mi dice che non esiste più alcuna differenza fra destra e sinistra, che soprattutto non esiste un sistema, come in passato, per distinguere progressisti da conservatori, io chiedo di porre come discriminante il concetto di solidarietà. Che serve – intendiamoci – per stabilire la differenza sostanziale fra destra e sinistra, non certo quella formale tra partiti di destra e partiti di sinistra. Leggiamo per esempio una delle roccaforti della stampa di sinistra, la “Repubblica”. Martedi 1 aprile: “I cittadini italiani osservano i viali delle città regalati ai racket della prostituzione, gli incroci affidati ai sempre più prepotenti lavavetri e hanno giustamente paura. Non è una questione di odio razziale. E’ una questione di sicurezza”.Giovedi 3 aprile: “Nel 1991 moltissimi italiani aprirono le loro case ai profughi albanesi di allora…Purtroppo, la delusione fu fortissima: gli albanesi ricambiarono la solidarietà ricevuta in malo modo”. Chi scrive queste splendide parole di tolleranza? Irene Pivetti alla ricerca di una identità e di qualche voto? Erminio Boso, quello che voleva prendere le impronte ai negri? No, è Barbara Palombelli che risponde su “Repubblica” a lettori che prevedono, di qui a breve, “masse di disperati che daranno inizio a rapine”. Barbara Palombelli che una volta scrisse: “Noi che abbiamo fatto il 68″. Il 68: sapesse Contessa, quante se ne vedono oggi. La mia filippina telefona a mie spese a Manila. E tutti questi senegalesi che ci rubano il lavoro? Non se ne può più dei lavavetri agli incroci, nelle nigeriane che battono, dei colombiani che vendono droga ai nostri bambini. Adesso ci tocca dare anche i soldi agli albanesi che ci sparano contro? Guardi, io non sono razzista, anzi, ma a tutto c’è un limite. Anzi. E’ proprio questo “anzi” che dà più fastidio. Io non sono razzista, “anzi”. Anzi che cosa? Anzi ho dieci polacchi in casa? Anzi dò metà del mio stipendio alle cooperative dei senegalesi? Anzi niente. Anzi, si può stabilire una regola quasi ferrea. Chi dice “io non sono razzista, anzi”, al novantanove per cento è razzista, e cioè ha paura del diverso, non vuole confrontarsi col nuovo, si rifiuta di discutere o di studiare modi di convivenza buoni per tutti. Nessuno è razzista nel senso cretino del termine, di superiorità in base al colore della pelle o cose del genere. Il razzismo è paura, è egoismo, è non voler dividere quel po’ di benessere che si è conquistato. A prescindere dalla razza. Un negro ricco e benestante è un ottimo socio in affari. Un cinese borghese è un gradevole commensale. Un albanese è identico a noi, molto più italiano, all’aspetto, di molti siciliani. Non puzza, non stupra, non uccide più di un tirolese. Ma è povero e ha bisogno di aiuto. E allora non lo vogliamo a tavola con noi. E non lo vogliamo sotto il nostro tetto. Più facile ributtarlo a mare dimenticando, o magari ignorando, che è probabilmente figlio o nipote di quei contadini che generosamente aiutarono, nascosero, protessero dalle rappresaglie tedesche i nostri soldati sbandati dopo l’otto settembre.La generosità è una merce rara che pretendiamo dagli altri ma siamo poco disposti ad usare. Sinistra compresa. In attesa delle ondate di rapine previste dai corrispondenti di Barbara Palombelli, rapine orrende che sostituiranno le molto più tranquillizzanti rapine autoctone; in attesa che tutti gli incroci italiani diventino delle zone franche in mano a bande scorrazzanti di lavavetri; in attesa che le prostitute africane invadano i tranquilli viali cittadini finora abbelliti e ingentiliti dalle eleganti prostitute nostrane, vediamo di usare il tempo che ci resta facendo un semplice calcolo. Voi palombelliani che in nome dell’ordine e della sicurezza rifiutate – non per razzismo, anzi – perfino una parola di conforto alla gente in difficoltà, sappiate che se – ipotesi incredibile – tutti, dico tutti gli albanesi venissero in Europa, ce ne spetterebbe uno ogni cinquecento europei. Avreste il 99,4 per cento di probabilità di non averne nessuno a pranzo con voi. Visto? Tanta paura per nulla.
P.S. Mancano 997 giorni al Duemila. Quante sciocchezze siamo destinati a leggere, quante a scriverne, da oggi al nuovo millennio

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